Sisma bonus Sisma bonus
Venerdì, 20 Novembre 2020

Come funziona il sisma bonus

Il sisma bonus consiste in una detrazione fiscale molto utile perché può permettere di arrivare a detrarre anche il 110% delle spese sostenute.

Qualora non si riuscisse ad ottenere tale percentuale, è possibile comunque arrivare ad avere delle detrazioni di percentuali minori. L’importante è rispettare tutti i requisiti richiesti dall’Agenzia delle Entrate e mostrare la documentazione giusta, nonché veritiera. Di seguito una guida dettagliata utile per capire come richiedere il bonus, quando, se si rientra nei requisiti.


Il sisma bonus: che cos’è esattamente e di che cosa si tratta

Il sisma bonus possiede questa denominazione perché è una detrazione fiscale ottenibile nel caso in cui si siano svolti lavori di modifica agli edifici in possesso, utili per migliorare quest’ultimo per proteggerlo al meglio dal rischio sismico.

Il cosiddetto “bonus sisma” inoltre è valido, come l’Ecobonus al 110%, per tutti quegli interventi che sono stati effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. La differenza fondamentale tra i due bonus però è il fatto che con l’Ecobonus occorre che vengano migliorate almeno due classi energetiche. Questo è il requisito indispensabile per potervi accedere, mentre non è così per avere il “bonus terremoto”, chiamato anche “bonus antisismico”. Occorrono infatti diversi requisiti per poter ottenere quest’ultimo e prima di descriverli, è bene capire chi può ottenerlo.


Sisma bonus: chi lo può ottenere

Come già accennato, il sisma bonus corrisponde ad una detrazione d’imposta, IRPEF oppure IRES, che può essere ottenuta sia ai privati, sia alle società. Per quanto riguarda la prima categoria, ne risultano inclusi sia persone fisiche, imprenditori individuali ma anche professionisti. La detrazione in questione si ottiene nel momento in cui si effettuano lavori o ristrutturazioni, nonché interventi che abbiano il fine di proteggere un edificio da eventi sismici. Tali edifici devono essere immobili ad uso abitativo e il bonus è valido anche sulle seconde case. Nel caso poi la persona fisica sia un locatario, è possibile anche per quest’ultimo avere diritto al bonus terremoti, così come ne ha diritto un comodatario oppure chi usa l’immobile in leasing.

La detrazione risulta valida anche per immobili utilizzati per lo svolgimento di attività relative alla produzione, che siano situati però nelle zone sismiche di livello 1,2 o 3.

Con tale numerazione si indicano rispettivamente la zona più pericolosa dal punto di vista sismico, che possiede una forte probabilità che si verifichi un terremoto al suo interno, mentre la zona 2 indica una possibilità minore che si verifichino tali eventi e la percentuale di rischio è più bassa nella zona 3.


Bonus terremoto: i requisiti da rispettare per poterlo ottenere e documentazione

Il Sisma Bonus si eleva al 110%, come sostiene il Decreto Rilancio 2020, per tutti quegli interventi che vengono effettuati entro l’inizio del 2021 per i condomini e per tutti coloro che rientrano nelle categorie espresse dal comma 10 dell’art 119. Per ottenere il bonus in questione occorre ottenere il visto di conformità, che deve essere rilasciato da un fiscalista, ma anche un’attestazione che dimostri le classi di rischio che l’immobile possedeva prima degli interventi e quelle che ha raggiunto dopo. In più ci deve essere anche l’attestazione sottoscritta da un progettista.

Per quanto riguarda la documentazione necessaria però occorreranno anche le abilitazioni amministrative che dimostrino la data in cui sono iniziati i lavori, nonché la loro tipologia. In più deve anche essere svolta una comunicazione all’ASL, prima di iniziare. A tutto ciò va aggiunto anche il bonifico bancario o postale da cui risulti che il pagamento è stato effettuato e in cui si possa leggere chiaramente la causale, numero di Partita IVA oppure il codice fiscale dell’individuo che riceve il pagamento. In più è necessaria un’autocertificazione che dimostri la cifra relativa alle spese, un’altra che attesti il tipo di lavori, l’atto di cessione dell’immobile. Si sottolinea ovviamente l’importanza di indicare solo ed esclusivamente documentazioni attendibili, dati veritieri, anche perché l’Agenzia delle Entrate verificherà ogni documento inviato. Tutti coloro che hanno presentato delle dichiarazioni mendaci saranno sanzionati con multe anche onerose, che possono anche raggiungere i 15 mila euro, partendo da una cifra di 2mila euro.


Come usare il Sisma bonus

Il Decreto Rilancio 2020 prevede che il Sisma Bonus possa essere utilizzato in due modi differenti: o tramite lo sconto in fattura oppure con la cessione del credito. Per quanto riguarda la prima, si tratta di uno sconto che viene effettuato su un contributo dovuto e quest’ultimo può essere saldato fino a ricoprirne l’intero importo.

La seconda possibilità invece consiste nella trasformazione dell’importo in credito d’imposta ed è possibile cedere quest’ultimo ad altri, come intermediari finanziari, ma anche istituti di credito. Come già accennato, per poter richiedere il bonus occorre prima di tutto munirsi delle attestazioni ed è necessario presentare anche la SCIA. Sarà compito tra l’altro del direttore dei lavori attestare che tutti gli interventi realizzati siano regolari.


Detrazione sismabonus al 50, 70,75,80,85%: cosa significa e quando si ottiene

Nel caso non si dovesse riuscire ad ottenere il Sisma Bonus al 110%, è possibile conseguire delle detrazioni con percentuale minore, come ad esempio quella del 50%, nel caso di interventi realizzati al fine di migliorare un’immobile, senza che siano state guadagnate posizioni nella scala delle classi di rischio sismico. La percentuale sale al 70% se si riduce una classe di rischio, mentre diventa 80% se si riducono due classi. Il 75% invece si ottiene solo su lavori svolti in un condominio, se quest’ultimo vede la riduzione di una classe di rischio sismico. Si sale all’85% di detrazioni se le classi di rischio ridotte sono due. Per quanto riguarda queste ultime due percentuali però si occorre anche che gli edifici riescano ad ottenere nuovamente un miglioramento anche dal punto di vista della riqualificazione energetica.  Come si è visto, i requisiti da rispettare e soprattutto le documentazioni da inviare all’Agenzia delle Entrate sono diversi e tutti devono dimostrare con la massima chiarezza non solo i dati personali di chi richiede il bonus, ma anche del soggetto a cui è stato effettuato il bonifico, in aggiunta a tutte le attestazioni inerenti lo svolgimento dei lavori.