Scatola nera Scatola nera
Martedì, 29 Settembre 2020

Nelle auto cresce l'utilizzo della "scatola nera"

La scatola nera, denominata anche “black box” in inglese, si sta diffondendo sempre di più e il suo utilizzo sembrerebbe garantire diversi vantaggi sia alle compagnie assicurative sia ai clienti.

Per le prime il sistema garantisce la limitazione delle frodi da parte della clientela, come ad esempio finti incidenti, mentre quest’ultima troverebbe un vantaggio economico del prezzo assicurativo. Prima di analizzare la situazione e di comparare i dati statistici per verificare se effettivamente la scatola nera auto possa essere conveniente, è bene definire di che cosa si tratti e dare anche una definizione precisa di RC Auto.


Scatola nera ed RC Auto: le definizioni

Viene denominata “scatola nera per auto” ed è un dispositivo sempre più diffuso in Italia. Viene utilizzato da parte delle compagnie assicurative per monitorare il comportamento del conducente alla guida dell’automobile e per verificare alcune condizioni tecniche del veicolo. Lo strumento in questione è stato pensato in primis per garantire la sicurezza dell’auto e di chi vi sale a bordo. A tal fine si compone di elementi elettronici in grado di registrare alcune funzionalità del mezzo di trasporto.

Tra queste, i sensori oppure il funzionamento del GPS, il monitoraggio dei parametri tecnici e la loro registrazione. La scatola nera in auto fa ormai quasi sempre parte del contratto assicurativo di RC Auto, sigla che sta per “Responsabilità Civile Auto” e che si stipula tra compagnia assicurativa e cliente. L’assicurazione prevede la copertura delle spese da sostenere in caso di incidente, qualora questo si verificasse. Il massimale, cifra massima stabilita per coprire i danni causati, viene indicato nel contratto assicurativo, mentre la tariffa dell’RC Auto varia a seconda delle condizioni scelte dalla clientela e dalla tipologia del veicolo da assicurare.


Le caratteristiche della scatola nera sull’auto

Il discorso riguardante l’auto scatola nera necessita anche l’indicazione delle funzionalità di questo dispositivo, che in caso si verifichi un sinistro, ne permette la ricostruzione completa e dettagliata. Attraverso la registrazione della velocità del veicolo, della sua posizione esatta al momento dello scontro, nonché dell’intensità dell’urto. Il vantaggio di queste funzionalità consiste sia nella semplificazione delle indagini, sia nella possibilità di intercettare eventuali tentativi di frode da parte della clientela o di terzi. Ulteriore fattore positivo di questo dispositivo è che nel caso di lesioni colpose permette di fare chiarezza dell’accaduto in sede penale.

La sua composizione è stata studiata inoltre per rendere il dispositivo altamente resistente, perché dotato di una struttura superficiale in acciaio, così da risultare difficile da comprimere, rompere o deformare. Da aggiungere che la sua resistenza all’acqua ne sottolinea la sua sicurezza ed efficacia.


Il funzionamento della scatola nera

La scatola nera funziona per mezzo di un localizzatore GPS, considerata la parte principale della sua attività, perché monitora in continuazione la posizione del veicolo e invia i dati ad una centralina remota. Proprio qui vengono spediti senza sosta anche i dati riguardanti velocità, forza di accelerazione e degli eventuali impatti, tempi di marcia, tempi di sosta. Nel caso di incidente il dispositivo memorizza anche la data e l’ora precisa in cui l’urto è avvenuto. Tutti i dati indicati vengono prima registrati su una card e successivamente trasmessi alla centralina, per essere poi conservati in un database che rimane a disposizione delle compagnie di assicurazione.


I dati riguardanti la scatola nera su auto

Secondo i dati statistici analizzati negli ultimi 3 mesi del 2019 è emerso che l’incremento della diffusione della scatola nera è del 23,4%. Nel Sud Italia però la percentuale è salita fino a sfiorare il 60%. Sembra infatti che il dispositivo sia particolarmente diffuso in Campania, ma anche Puglia e Sicilia.

Ulteriori studi hanno dimostrato che la presenza della black box nel contratto di assicurazione auto permetta al costo del premio assicurativo di scendere. Secondo diverse analisi statistiche infatti è emerso che in alcuni casi da ottobre a dicembre 2019 il premio sia sceso da 600 euro in media, fino a 300 euro circa. In altri casi però negli ultimi tre mesi del 2015 era sceso solo di un centinaio di euro. Sebbene la presenza della scatola nera nel contratto faccia scendere i prezzi, la discesa sembrerebbe rimanere abbastanza lenta. Nonostante questo, gli stessi dati mostrano come, con il trascorrere degli anni, il miglioramento dei tariffari sia molto più evidente. I vantaggi del dispositivo però risultano anche essere altri.


I vantaggi della scatola nera sull’assicurazione auto

La scatola nera comporta una serie di fattori positivi oltre alla riduzione del costo dell’assicurazione. Tra questi, la possibilità di localizzare 24 ore su 24 il mezzo, così da agevolare il ritrovamento in caso di furto, oppure la localizzazione nel caso necessiti di soccorso da parte di un carro attrezzi. Altro vantaggio consiste nella riduzione delle tempistiche relative alle indagini di un sinistro e anche nella possibilità di determinare in modo più rapido quale sia stata la sua causa. La black box infatti distingue tra problema tecnico oppure cattive condizioni di guida del conducente, funzione che può aiutare anche a risolvere più velocemente le questioni legali.

I costi dell’installazione del dispositivo inoltre sono a carico della compagnia assicurativa e lo stesso vale per le spese di manutenzione, qualora lo strumento fosse difettoso. Ulteriore fattore positivo riguarda i diversi sconti che il cliente può usufruire, come quello sul chilometraggio annuo, quello su una buona condotta di guida, quello di installazione del dispositivo nel caso in cui si risieda in zone con alta probabilità di incidenti.


Gli svantaggi della scatola nera

Sebbene siano di numero di gran lunga inferiore rispetto ai vantaggi, esistono anche i fattori negativi relativi all’installazione della scatola nera. Uno è il fatto che i dati registrati dalla centralina remota della black box possono essere consultati esclusivamente dalla compagnia assicurativa. Un altro è che in caso di recesso si può pagare una somma di denaro più alta, mentre la lenta discesa di quella del premio assicurativo lascia perplessi alcuni clienti. Nonostante questo, la diffusione di questo strumento nella stipula del contratto assicurativo dimostra come la sicurezza che è in grado di garantire, l’aiuto nello svolgimento delle indagini relative ai sinistri e anche la precisione con cui rileva i dati fanno scegliere ai conducenti di optare per la sua presenza.