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Venerdì, 27 Novembre 2020

Devi ristrutturare casa? ecco come funziona l'Ecobonus 110%

L’ecobonus 110 % consiste in una detrazione fiscale che può essere ottenuta se si svolgono delle ristrutturazioni nella propria casa.

Queste ultime devono essere effettuate in un periodo di tempo compreso tra il 1 luglio 2020 al 31 Dicembre 2021 e per ottenere la cessione del credito ecobonus è necessario mostrare apposita documentazione e rientrare in specifici requisiti, che è opportuno approfondire e conoscere nel dettaglio.


L’ecobonus 110 %: di che cosa si tratta esattamente e quali interventi riguarda

Quando si parla di agenzia delle entrate detrazioni fiscali, nel discorso compare sicuramente l’ecobonus 110 %, che riguarda tutte le spese che sono state sostenute nel periodo 1 luglio 2020-31 dicembre 2021 e concernenti ristrutturazioni di tutti quegli edifici in proprio possesso e a scopo abitativo. I lavori però, al fine di richiedere la detrazione in questione, devono corrispondere ad interventi di isolamento termico oppure sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti. Possono richiedere il bonus anche coloro che effettuano lavori su edifici unifamiliari oppure su immobili che si trovano all’interno di edifici con più famiglie, condomini, ma sempre per sostituire alcuni impianti di climatizzazione invernale.

Per quanto riguarda i lavori utili per ottenere isolamento termico, si specifica che questi devono riguardare superfici opache verticali, orizzontali oppure quelle di tetti o pareti inclinate. Ulteriore elemento da rispettare per richiedere l’ecobonus è che le superfici su cui si devono svolgere tali ristrutturazioni e/o lavori deve essere superiore al 25% di quella superficie lorda dell’interno immobile. Tali modifiche vengono denominate “cappotto termico” e devono essere svolte utilizzando materiali isolanti che hanno l’obbligo di seguire gli standard stabiliti dal decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dell’ 11 ottobre 2017. Quest’ultimo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 novembre 2017.

È necessario, per richiedere il bonus, rispettare anche dei limiti di spesa per il cappotto termico. Questi devono essere di 50.000 euro per tutti quei lavori svolti all’interno di edifici unifamiliari o immobili che si trovano in edifici plurifamiliari indipendenti dal punto di vista funzionale e che abbiano da uno a più uscite/ingressi collegati con l’esterno. Il limite però diventa 40.000 euro che vanno moltiplicati per il totale degli immobili che formano un edificio, se quest’ultimo possiede dalle 2 fino alle 8 unità immobiliari. Si scende ad un limite di 30.000 euro che va moltiplicato sempre per il totale delle unità immobiliari, se l’edificio ne ha più di 8.

L’ecobonus si può richiedere anche su interventi che vengono svolti su parti in comune di un edificio. Si è già nominata la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, che devono essere già esistenti. Tali impianti possono essere sostituiti con altri utili per la fornitura di acqua calda sanitaria, per fornire raffreddamento o riscaldamento, oppure con impianti a condensazione, che abbiano una classe A, o altri a pompa di calore. Tra questi sono compresi quelli geotermici oppure quelli ibridi ed è possibile anche provvedere alla fornitura di impianti fotovoltaici o di microcogenerazione o collettori solari. Tutte le comunità situate in un territorio montano tra l’altro possono anche effettuare un collegamento con impianti di teleriscaldamento efficienti. Esistono dei limiti di spesa anche per gli interventi sulle parti in comune degli immobili, che vanno dai 20.000 euro fino 15.000 euro. Nel primo caso, la cifra va moltiplicata per il totale delle unità immobiliari, se ne compare un massimo di 8 in un edificio. Nel secondo caso invece si fa la stessa cosa, per immobili con più di 8 unità immobiliari.

Possiedono un limite di spesa anche i lavori svolti per lo smaltimento e per l’eventuale bonifica dell’impianto che viene sostituito, che equivale a 30.000 euro. Tutti i tipi di lavoro descritti possono garantire la detrazione fiscale del 110% ma per ottenere quest’ultima esistono anche altri lavori. Tra questi, il montaggio di pannelli solari oppure di accumulatori di energia che siano però collegati ai pannelli solari, ma non solo. A questi si aggiungono anche l’installazione di colonne utili per permettere alle auto elettriche di caricarsi, nonché gli interventi previsti dal vecchio ecobonus.

I requisiti per poter utilizzare la detrazione fiscale in questione però non terminano qui.


Ecobonus 110 gazzetta ufficiale e altri requisiti per poterlo ottenere

La detrazione in questione, denominata anche “superbonus 110” quando interessa anche interventi relativi al Sismabonus, deve rispettare i requisiti minimi previsti dalla normativa e pubblicati anche sulla Gazzetta Ufficiale. Tra questi, il fatto che si debba ottenere, con i lavori di ristrutturazione richiesti, il miglioramento di almeno 2 classi energetiche. Qualora questo non fosse possibile, è necessario l’ottenimento di una classe di energia di livello più elevato.

Per poter dimostrare tale conseguimento è necessario essere in possesso della certificazione APE, ovvero l’Attestato di Prestazione Energetica, che deve essere rilasciato da un tecnico abilitato.

Si specifica inoltre che esiste anche la possibilità di prendere l’ecobonus 110 seconde case.


Chi può usufruire dell’ecobonus 110 %

Tra i soggetti che possono richiedere la detrazione fiscale ci sono sia persone fisiche sia società. Tra le prime ci sono individui che hanno delle proprietà indipendenti e il limite massimo è di 2 immobili. Rientrano nell’ecobonus anche i condòmini, se però la detrazione si richiede per parti comuni di uno stesso condominio, rientrano anche IACP, la cui sigla sta per “istituti autonomi case popolari”, cooperative di abitazione a proprietà indivisa, enti che fanno parte del terzo settore e anche società o associazioni che rientrano nel settore dello sport dilettantistico.


Come utilizzare l’ecobonus e come fare domanda

L’ecobonus 110 funziona sia come sconto direttamente in fattura, sia come credito d’imposta, che è anche possibile cedere a istituti, come ad esempio banche, enti assicurativi oppure alle imprese che svolgono le ristrutturazioni. Proprio per questo si parla di “cessione di credito di imposta”. Per utilizzare quest’ultimo è necessario inviare domanda telematica all’Agenzia delle entrate, dal 15 ottobre 2020 al 16 marzo dell’anno dopo rispetto a quello in cui è stata svolta la spesa. Come si è visto, ci sono diversi requisiti da rispettare per usufruire dell’ecobonus, nonché diversi limiti di spesa da dover controllare, ma il bonus può essere considerato come vantaggioso.